Mercato immobiliare (maggio 2016)

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nel secondo semestre del 2015, le compravendite realizzate attraverso le reti Tecnocasa e Tecnorete presenti sul territorio nazionale hanno visto nel 46,8% dei casi acquirenti single (questa categoria è composta da celibi/nubili, separati/divorziati e vedovi). La percentuale è sostanzialmente uguale a quella registrata un anno fa, nel II semestre del 2014. A livello nazionale la tipologia più acquistata da questo target è stata il trilocale (36,0%), seguita dal bilocale (27,8%). Ville, villette, rustici, loft, case indipendenti e semindipendenti compongono insieme il 13,8% degli acquisti. Nel Bel Paese il 44,8% dei single che ha comprato attraverso le agenzie del Gruppo Tecnocasa ha un’età compresa tra 18 e 34 anni, il 29,1% ha tra 35 e 44 anni, seguiti da percentuali in progressiva decrescita all’aumentare dell’età. L’86,5% delle compravendite da parte di single riguarda l’acquisto dell’abitazione principale, il 10,4% l’investimento e il 3,1% riguarda la casa vacanza. Rispetto ad un anno fa queste percentuali sono rimaste sostanzialmente invariate. Sempre nella seconda parte del 2015, il 58,2% dei single ha usufruito dell’ausilio di un mutuo bancario, mentre il 41,8% ha comprato in contanti. Percentuali simili si erano registrate un anno fa (il 56,5% di acquisti con mutuo e il 43,5% di acquisti senza mutuo). Per quanto riguarda il mercato delle locazioni il 52,5% degli inquilini ha preso casa in affitto per scelta abitativa, il 38,3% per motivi di lavoro ed il 9,2% per motivi legati allo studio.

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Nel primo trimestre del 2016 la richiesta di mutui è cresciuta del 31% rispetto allo stesso periodo del 2015. Lo rileva Crif nel suo consueto Barometro sull’andamento dei finanziamenti in Italia.

Uno dei motivi che spinge il rafforzamento continuo della domanda di credito è sicuramente il livello basso dei tassi di interesse. A marzo, secondo l’ABI (Associazione Bancaria Italiana), il tasso medio dei mutui per l’acquisto di abitazioni è sceso al 2,36%, registrando il nuovo minimo storico.

La scelta di accendere un mutuo è incoraggiata anche dai prezzi delle case stabili, che dopo anni di ininterrotta flessione, hanno cominciato a segnare un +0,2%. Una crescita debole ma comunque la ripresa c’è.

Tra i fattori positivi si deve tenere presente anche la politica monetaria della Bce, che ha favorito una maggiore flessibilità da parte degli istituti di credito, i quali stanno cominciando ad erogare mutui con meno timori del passato e finalmente con spread più convenienti rispetto a un paio di anni fa.

I segnali ci sono e sono incoraggianti. La ripresa graduale del credito può rappresentare uno dei principali settori trainanti per la crescita italiana e dell’Eurozona.

Il 10 marzo u.s. la Banca Centrale Europea ha sorpreso i mercati e ha tagliato il tasso di interesse di riferimento fissandolo allo 0%. Ridotto anche il tasso sui depositi che è stato portato dal -0,3% al -0,4%. Nella consueta conferenza stampa di Mario Draghi, a commento delle decisioni di politica monetaria della BCE, ha annunciato la decisione di incrementare anche l’importo mensile degli acquisti relativo al Quantitative Easing, portandolo da 60 miliardi a 80 miliardi di euro già dal mese di aprile. Inoltre, gli acquisti dei titoli comprenderanno anche obbligazioni corporate “investment grade” e nuovi programmi di TLTRO (Targeted Long-Term Refinancing Operations), mediante i quali le banche dovranno finanziare attività produttive.

A differenza delle aste LTRO, che hanno portato all’erogazione di oltre mille miliardi di liquidità a tre anni, le aste dei TLTRO sono finalizzate a sostenere unicamente i prestiti bancari alle imprese .
Le banche che non rispetteranno tale condizione saranno quindi costrette a rimborsare i prestiti con un tasso penalizzante.

Le banche possono accedere alla liquidità agevolata fino a un massimo del 7% del monte-prestiti al 30 aprile scorso, ma le condizioni potrebbero cambiare. La BCE ha infine escluso dal TLTRO i mutui immobiliari con lo scopo di evitare la creazione dell’ennesima bolla finanziaria.

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Nel quarto trimestre 2015, sulla base delle stime preliminari, l’indice dei prezzi delle abitazioni (IPAB) acquistate dalle famiglie, sia per fini abitativi sia per investimento, diminuisce dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dello 0,9% nei confronti dello stesso periodo del 2014 (era -2,3% nel trimestre precedente).

La progressiva riduzione dell’ampiezza della flessione tendenziale dei prezzi delle abitazioni si conferma anche nel quarto trimestre del 2015, grazie soprattutto alle abitazioni esistenti, i cui prezzi, dopo il -2,8% del terzo trimestre, hanno registrato un calo pari all’1,0% nel quarto. I prezzi della abitazioni nuove sono diminuiti su base annua dello 0,5% (era -0,9% nel terzo trimestre).

Pertanto, il differenziale in valore assoluto tra la variazione tendenziale dei prezzi delle abitazioni esistenti e quella dei prezzi delle abitazioni nuove si riduce, portandosi a 0,5 punti percentuali (da 1,9 del trimestre precedente).

Il ribasso congiunturale è dovuto sia alla diminuzione dei prezzi delle abitazioni nuove (-0,5%) e, in misura più contenuta, al calo di quelli delle abitazioni esistenti (-0,1%).

In media, nel 2015, i prezzi delle abitazioni diminuiscono del 2,4% rispetto al 2014 (quando la variazione media annua era stata pari a -4,4%). Il calo è imputabile a una flessione del 2,8% dei prezzi delle abitazioni esistenti (dopo il -5,2% del 2014) e dell’1,3% dei prezzi di quelle nuove (era -2,2% nel 2014).

Il ridimensionamento del calo in media d’anno dei prezzi delle abitazioni si è manifestato in presenza di segnali di ripresa dei volumi compravenduti (+6,5% è l’incremento registrato per il 2015 dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate per il settore residenziale).

Rispetto al 2010, nel 2015 i prezzi delle abitazioni sono diminuiti del 13,9% (-1,2% per le abitazioni nuove, -18,9% le esistenti).

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Secondo l’Osservatorio sul Mercato Immobiliare curato da Nomisma sono confermati i segnali di lenta ripresa ed evidenzia che nei mercati intermedi il 70% delle compravendite intermediate è assistito da mutuo.

“Nei primi mesi dell’anno hanno trovato conferma i segnali di lenta ripresa del mercato immobiliare italiano con i quali si era chiuso il consuntivo dell’anno 2015. La fase negativa dell’attuale ciclo immobiliare si è esaurita e ha preso avvio il “recupero” anche se, come racconta la storia immobiliare italiana, i tempi della svolta tendono continuamente a dilatarsi” – è quanto emerge dall’analisi contenuta nel 1° Osservatorio Immobiliare 2016 di Nomisma che ha monitorato, tra l’altro, il mercato delle 13 città intermedie: Ancona, Bergamo, Brescia, Livorno, Messina, Modena, Novara, Parma, Perugia, Salerno, Taranto, Trieste e Verona.

Le tendenze dei mercati cosiddetti “intermedi” mostrano segnali più positivi rispetto a quelli delle grandi città – ad esclusione di Milano e Roma che sembrano anticipare tali inclinazioni. Si assiste all’aumento degli scambi, alla riduzione degli sconti praticati sui prezzi richiesti e allo stabilizzarsi dei tempi necessari alla vendita. L’esiguità dell’offerta di qualità disponibile nei mercati maggiori (si consideri che il 52,8% delle abitazioni italiane ha più di 40 anni) ha contribuito al parziale spostamento degli investitori verso i mercati di secondo livello.

Nei primi mesi del 2016 i segnali di ripresa non sono più circoscritti solo al settore residenziale. Per il secondo anno consecutivo le transazioni si sono confermate in territorio positivo: a crescere con intensità maggiore sono le compravendite di abitazioni che hanno fatto registrare un +3,6% nel 2015 e +6,5 % nel 2016 (444.636 compravendite secondo i dati dell’Agenzia delle Entrate).

Nel segmento degli immobili destinati alle attività economiche, all’incremento del 2014 ha fatto seguito la stabilità del numero di contratti stipulati nell’anno successivo (44.319 compravendite). Le componenti che contribuiscono ad un’inversione di rotta nel non residenziale sono i negozi, e in parte – limitatamente al 2014 – i capannoni per l’industria. Il segmento terziario soffre ancora di scarso interesse, sia nei mercati maggiori che in quelli minori, oltre ad essere caratterizzato da una domanda molto selettiva interessata quasi esclusivamente ad alcuni mercati metropolitani, in particolare Milano, Roma e, in misura minore, Torino e Firenze. Ritorna l’interesse per la proprietà dell’abitazione, che continua ad essere favorito da una minore selettività da parte del settore bancario riscontrabile nella quota di mercato assistita da mutuo. I mercati intermedi detengono il primato in termini di incidenza delle compravendite intermediate sostenute da credito che si attestano intorno al 70% rispetto al 60% dei mercati metropolitani. La tendenziale ripresa del mercato è stata sostenuta dall’ulteriore calo dei prezzi, seppure in progressiva riduzione rispetto al passato. A questo proposito – come si legge dal rapporto – i valori dei mercati intermedi presentano una minore resistenza all’innesco della ripresa.

L’ultima variazione annuale dei prezzi (2016/2015) è risultata compresa tra il -3,5% dei capannoni e il -1,5% delle abitazioni nuove. Le abitazioni usate, gli uffici e i negozi hanno fatto registrare flessioni del 2%, 2,1% e 2,3%. In un confronto tra i 13 mercati intermedi e quelli maggiori, si segnalano tempi di vendita più lunghi (8,7 mesi in media per le abitazioni) e sconti più sostenuti nel primo gruppo di mercati, non si ravvisa anche in questo caso un’intensificazione del miglioramento in atto.

L’altra componente del mercato immobiliare è rappresentata dal segmento della locazione che, a consuntivo della fase recessiva, offre rendimenti piuttosto bassi e compressi in termini di variabilità tra i diversi mercati, nell’arco di un paio di punti percentuali in tutti i principali segmenti. La locazione dell’abitazione risponde ad una domanda legata soprattutto alle nuove generazioni che, oltre a ricercare nuove soluzioni abitative per emancipazione dal nucleo di origine, nell’ultimo anno si sono spostate per motivi di studio o lavoro lungo la direttrice Mezzogiorno/Centro Nord (di 41.000 unità, il 70% è rappresentato da giovani). La componente di domanda che si rivolge all’opzione dell’affitto continua quindi ad essere consistente e pari a circa il 50%. Tra le tipologie di contratti stipulati si segnala la maggiore diffusione nell’ultimo biennio delle locazioni a canone concordato (che rappresentano oggi il 44,1% del totale). Negli ultimi dieci anni i prezzi di mercato e i canoni degli immobili locati hanno fatto segnare andamenti simili: in entrambi i casi la crescita si è interrotta attorno al 2007 e da lì è iniziata una fase di declino non ancora conclusa. L’adeguamento al ribasso dei canoni è stata la risposta di mercato alla debolezza economica della maggior parte della domanda che si rivolge a tale segmento. La variazione annuale dei canoni per gli immobili dei mercati intermedi si è attestata nell’ordine del -1,4% per le abitazioni usate, – 1,7% per gli uffici e -1,9% per i negozi. In ultima analisi, seppure la ripresa in atto mostri evidenze di consolidamento, non mancano i fattori potenzialmente critici. L’ulteriore indebolimento del quadro macro-economico, l’ampliamento dell’eccesso di offerta derivante da un’accelerazione nel processo di cessione delle garanzie immobiliari alla base dei non performing loans e un’attenuazione di interesse degli investitori corporate stranieri per il nostro Paese, sono i fronti da cui potrebbe scaturire un rallentamento – anche significativo – del processo di graduale risalita.

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In questo momento di mercato risulta attualissima la frase di Tony Robbins
It’s not what we do once in a while that shapes our lives, but what we do consistently.
Non è ciò che facciamo di tanto in tanto che plasma la nostra vita, ma ciò che facciamo quotidianamente.

Buon Lavoro

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Mercato immobiliare (gennaio 2016)

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nel terzo trimestre 2015, sulla base delle stime preliminari, l’indice dei prezzi delle abitazioni (IPAB) acquistate dalle famiglie sia per fini abitativi sia per investimento aumenta dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e diminuisce del 2,3% nei confronti dello stesso periodo del 2014. Per la prima volta, dopo quattro anni, si registra un incremento dei prezzi delle abitazioni su base congiunturale (+0,2%). L’aumento è trainato dal rialzo dei prezzi delle abitazioni nuove (+1,4%); per le abitazioni esistenti si registra invece un lievissimo calo (-0,1%).
La diminuzione su base annua dell’indice generale dei prezzi delle abitazioni, pur confermandosi, continua a ridimensionarsi (-2,3% dal -2,9% del secondo trimestre) grazie al contributo dei prezzi sia delle abitazioni nuove (-0,5% dal -1,6% del secondo trimestre) sia di quelle esistenti (-2,9% da -3,3% del trimestre precedente).
L’aumento congiunturale e la conferma del progressivo ridimensionamento delle flessioni tendenziali dei prezzi delle abitazioni si manifestano in un quadro di ripresa del mercato immobiliare residenziale in termini di numero di compravendite (+10,8% su base annua nel terzo trimestre 2015 secondo i dati diffusi dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate).
Il differenziale in valore assoluto tra la variazione tendenziale dei prezzi delle abitazioni esistenti e quella dei prezzi delle abitazioni nuove risulta pari a 2,4 punti percentuali, tornando ad ampliarsi dopo il minimo raggiunto nel secondo trimestre quando fu pari a 1,7.
In media, nei primi tre trimestri del 2015, i prezzi delle abitazioni diminuiscono del 2,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, sintesi di un calo dei prezzi dell’1,4% per le abitazioni nuove e del 3,5% per quelle esistenti.

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Secondo l’Osservatorio sul Mercato Immobiliare curato da Nomisma il 2015 si dovrebbe chiudere con prezzi delle case in calo del 2,8% e compravendite a quota 442.546. Nel 2016 i prezzi dovrebbero registrare una lievissima ripresa (+0,1%) e le compravendite toccare soglia 478.590, mercato in ripresa ma per recuperare i livelli di Pil procapite ante-crisi si dovrà attendere il 2026, a fronte di una crescita annua dell’1,5%. I primi segnali di ripresa che si erano manifestati già a partire dalla seconda parte del 2014 si sono rafforzati nel 2015 anche grazie ad un quadro macroeconomico sicuramente più favorevole, seppure non si tratti di dinamiche eclatanti. Per una vera ripresa del settore bisognerà aspettare il 2017 quando i prezzi delle abitazioni torneranno a crescere in modo consistente (+1,6%) e le compravendite supereranno quota 500mila. E proprio per questo Nomisma sottolinea come la ripresa sarà difficile e lenta.
In ogni caso Nomisma ha registrato che il cambiamento degli indicatori di sentiment e di quelli reali ha avuto un immediato riflesso in ambito immobiliare, portando ad un consistente incremento delle manifestazioni d’interesse all’acquisto di un immobile. Ma Nomisma evidenzia come per il 75% delle famiglie italiane l’opportunità dell’acquisto di una casa passa necessariamente dal sostegno economico delle banche. L’istituto nel rapporto, inoltre, sottolinea che le condizioni macroeconomiche indubbiamente favorevoli non sono assolutamente sufficienti “per alimentare un percorso di risalita non assistita” nonostante la risposta del sistema bancario al deciso aumento di richieste non sia mancata. Nomisma definisce “eclatante” l’incremento delle erogazioni (vedi Kìron) da parte delle banche ma i numeri sono, dice Nomisma “di gran lunga inferiore rispetto ai dati diffusi anche da autorevoli istituzioni nel corso dell’anno”.

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Utile rammentare ai nostri clienti la famosa frase di  Martin Luther King, Jr. (1929-1968)
The time is always right to do what is right.
E’ sempre il momento giusto per fare la cosa giusta.

Buon Lavoro

2016 gennaio Aggiornamento Tassi

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Mercato immobiliare (settembre 2015)

Care Colleghe, Cari Colleghi

arriva dopo due trimestri di variazioni positive l’inversione di tendenza delle compravendite immobiliari registrata nei primi tre mesi del 2015. Lo rivela l’ultimo rapporto Istat divulgato in a fine luglio, dal titolo “Mercato immobiliare: compravendite e mutui di fonte notarile”. Dal documento emerge una flessione complessiva delle convenzioni notarili per trasferimenti di proprietà immobiliari pari al 3,6%, con il settore residenziale che fa registrare un -3,5% e quello degli immobili a uso economico un -5,5%: erano rispettivamente a +1,5 e +1,6 nel primo trimestre del 2014.

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Secondo l’Outlook 2016 di Scenari Immobiliari, “la crisi immobiliare pare definitivamente terminata. Si apre un mercato con quotazioni stabili e una forte domanda di innovazione e qualità di prodotti”. Un punto, questo, dolente per l’Italia, dove la massa di liquidità in arrivo dall’estero fatica proprio a trovare prodotto nuovo di qualità a causa della crisi immobiliare che negli ultimi anni ha fermato i cantieri.

Intanto il mercato residenziale italiano ha smesso di ridursi e per il prossimo anno si prevedono circa 500mila case scambiate, grazie alla maggiore facilità di accesso ai mutui e all’attesa ripresa dell’economia e dell’occupazione.

“Nello scorso decennio – ha detto Mario Breglia, presidente dell’Istituto di studi e ricerche – i lavoratori stranieri hanno comprato oltre un milione di case in Italia. Una corretta politica dell’accoglienza e del lavoro può aiutare l’inserimento sociale e questo rimette in moto anche il sistema immobiliare”.

La ripresa economica globale è comunque discontinua. Il Fondo monetario e la Bce hanno abbassato le previsioni di crescita per il 2015 e 2016 a causa delle condizioni critiche di Brasile e Russia e per le turbolenze create dalla Cina. Lo scoppio della bolla finanziaria cinese sta comportando una brusca frenata della crescita economica globale.

L’incertezza dello scenario economico globale dovrebbe avere comunque un impatto limitato sui mercati immobiliari, la cui ripresa ha preso forza nella maggior parte delle aree geografiche. “Il forte aumento della liquidità, accompagnato dai bassi tassi di interesse e dalla presenza di un ampio numero di opportunità di investimento a prezzi ribassati rispetto al passato, hanno garantito un’inversione di tendenza in molti mercati, con un’evoluzione positiva dei principali parametri. I segnali di ripresa dovrebbero rafforzarsi negli ultimi mesi del 2015 e, in misura ancora più decisa, nel 2016.

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Il trend negativo registrato negli ultimi anni non accenna ad arrestarsi: il valore degli immobili, infatti, continua a diminuire nonostante le aspettative di ripresa paventate ad inizio 2015; gli unici soddisfatti sono i nuovi potenziali acquirenti che si ritrovano a pagare per una casa fino a un terzo in meno di quanto avrebbero dovuto sborsare pochi anni fa. La conferma viene direttamente dall’Istat, che in base alle stime preliminari per l’anno corrente conferma la tendenza al ribasso dei prezzi delle abitazioni in atto da oltre tre anni: in particolare, il calo rispetto all’anno 2010 raggiunge il -13,7%. Una diminuzione tendenziale legata tanto ai prezzi delle abitazioni già esistenti (-3,8%) quanto a quelle di nuova costruzione (-2,0%); analisi a parte, quello registrato nel primo trimestre 2015 è il quattordicesimo calo congiunturale consecutivo e le prospettive non lasciano grandi spazi all’ottimismo.

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L’ammontare delle nuove erogazioni di mutui nel 2015 è anche superiore sia al dato dei primi tre mesi del 2013, quando si attestò sui 4,337 miliardi di euro, sia al valore dei primi tre mesi del 2012 (5,177 miliardi di euro).

I mutui alle famiglie, per l’acquisto delle abitazioni, crescono di oltre il 50% nei primi tre mesi del 2015 (rispetto ai primi tre mesi del 2014). Secondo i dati dell’Abi si evidenzia una ”forte ripresa del mercato dei finanziamenti”.

Dal campione dell’Associazione bancaria, composto da 78 istituti di credito, che rappresenta circa l’80% della totalità del mercato italiano, emerge che nel trimestre gennaio-marzo 2015 l’ammontare delle erogazioni di nuovi mutui è stato pari a 7,897 miliardi di euro rispetto ai 5,250 miliardi dello stesso periodo del 2014. L’incremento su base annua è, quindi, del 50,4%.
L’ammontare delle nuove erogazioni di mutui nel 2015 è anche superiore sia al dato dei primi tre mesi del 2013, quando si attestarono sui 4,337 miliardi di euro, sia al valore dei primi tre mesi del 2012 (5,177 miliardi di euro).

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I mutui a tasso variabile rappresentano, nei primi tre mesi del 2015, il 66,7% delle nuove erogazioni complessive; tuttavia sono in sensibile incremento i mutui a tasso fisso che hanno raggiunto a marzo 2015 quasi il 35% delle nuove erogazioni, erano quasi il 18% dodici mesi prima.

Quale miglior incoraggiamento se non il pensiero di Denis Waitley:

It’s not what you are that holds you back, it’s what you think you are not.

Non è ciò che tu sei che ti frena, ma ciò che tu pensi di non essere.

Buon Lavoro

2015 settembre Aggiornamento Tassi

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Mercato immobiliare (luglio 2015)

Care Colleghe, Cari Colleghi

la qualità ha già superato la crisi; circola ottimismo nel settore immobiliare, che siano abitazioni, uffici, box auto, alberghi o qualsiasi altra tipologia, sembra che la fase di recupero dopo anni bui sia davvero cominciata; resta da verificare se sia una vera ripartenza o solo l’effetto dell’aver toccato il fondo e quindi non si può che migliorare. Comunque sia, si riparte da livelli davvero modesti se si considera che il numero di compravendite rispetto ai massimi di 8 anni fa si è dimezzato e i prezzi medi delle abitazioni sono in costante calo, il che favorisce gli scambi.

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Infatti, nel primo trimestre 2015, sulla base delle stime preliminari, l’indice dei prezzi delle abitazioni (IPAB) acquistate dalle famiglie sia per fini abitativi sia per investimento diminuisce dello 0,7% rispetto al trimestre precedente e del 3,4% nei confronti dello stesso periodo del 2014. Lo segnala l’Istat nel suo report dedicato all’andamento delle quotazioni delle case.

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Secondo il nostro Ufficio Studi, come riportato nell’articolo di Casa24: “Mercato immobiliare in ripresa, residenziale in testa. Con la domanda delle famiglie che, anche grazie alla nuova linfa dei mutui, rialza la testa. Ma gli effetti della crisi non scompaiono certo di colpo e le richieste sul mercato sembrano orientarsi verso la fascia bassa. O per lo meno polarizzarsi tra il mercato di lusso, meno colpito dalla crisi e sostenuto anche dall’estero, e il segmento medio-basso”.
Ottimismo condiviso dal presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, che nella sua relazione all’assemblea annuale dichiara: «Esprimiamo il massimo impegno per la ripresa, pur con i sempre più stringenti vincoli normativi europei. Questo 2015 deve essere l’anno della svolta e l’inizio di una decisa ripresa. Se non ora, quando?».
Continua la corsa al mutuo delle famiglie italiane.
Bollettino Statistico II Trimestre Banca d'Italia
Secondo quanto riportato nell’ultimo Bollettino Statistico della Banca d’Italia, il flusso dei finanziamenti per l’acquisto della casa nel primo trimestre 2015 ha toccato i 7,072 mld. Ovvero un aumento del 35% rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno (5,237 mld). Risultato di tutto rispetto, che però va inquadrato per capire come realmente stanno le cose. Anzitutto gli erogati di questi ultimi 3 anni sono ancora lontani dai volumi 2006-2012, anni di boom immobiliare e di boom creditizio, quando il primo trimestre di ogni anno faceva registrare volumi vicini ai 14 miliardi. Altro punto dolente è legato alla metodologia di rilevazione: sugli importi via Nazionale non fa infatti alcun distinguo tra surroghe e sostituzioni (quindi frutto di rinegoziazioni di prestiti con le banche a condizioni più favorevoli per i clienti debitori e che secondo le stime dovrebbero pesare una fetta pari al 60-70% dell’intero mercato dei mutui) rispetto ai mutui veri e propri, frutto di nuove compravendite di immobili.
Il clima intanto, non riferendoci solo a quello meteorologico, è surriscaldato dalle tensioni finanziarie per la crisi delle borse cinesi e dalle probabili ripercussioni di quella greca. Mentre l’inarrestabile flusso migratorio e notizie sempre più terribili provenienti dal fronte terroristico dell’ISIS non inducono certo a sereni pensieri gli europei e non solo.
Infine, per fornire una più esaustiva informazione al cliente, suggerisco la rilettura della comparazione tra acquisto e locazione effettuata nel nostro comunicato stampa.
A tal proposito:
“The secret to creativity is knowing how to hide your sources.”
Il segreto della creatività è saper nascondere le proprie fonti.
L’autore… Albert Einstein? C. E. M. Joad? Nolan Bushnell? Coco Chanel? Conan O’Brien? Franklin P. Jones? Charles Moore? Bruce Sterling? Joe Sedelmaier? Anonymous?

Buon Lavoro

2015 luglio Aggiornamento Tassi

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Francis Goya – Love Romance

Francis Goya – Love Romance

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Mercato immobiliare (giugno 2015)

Care Colleghe, Cari Colleghi

il mercato dei mutui ed il mercato immobiliare sono strettamente legati. Il primo sta godendo di un periodo d’oro, mentre il secondo stenta ancora a ripartire. La ripresa dei mutui può dirsi ormai consolidata, quella delle compravendite immobiliari è ancora timida e inconsistente. Buona parte delle domande di nuovi mutui è in realtà dovuta alle surroghe, al passaggio cioè da parte del mutuatario ad un nuovo contratto, con nuove condizioni, in sostituzione del vecchio grazie alla concomitante riduzione dei tassi e dello spread (vedi Barometro della domanda di mutui da parte delle famiglie pubblicato da CRIF e il comunicato stampa ABI).
Per quanto riguarda il mercato immobiliare, non si parla più di recessione, ma di stagnazione o di timidi cenni di ripresa (vedi Sondaggio congiunturale sul mercato delle abitazioni in Italia della Banca d’Italia).
In ordine all’andamento dei vari segmenti del mercato immobiliare è utile prendere visione dei dati riportati nella rivista trimestrale dell’OMI (estratti dalle Note e dai Rapporti elaborati dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate).
Il Servizio Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, in particolare, ha rilevato che “il basso livello dei tassi di interesse nell’area EMEA ha accresciuto l’attrattiva per gli immobili della regione presso gli investitori e il capitale internazionale in ingresso nella zona si è incrementato notevolmente” e – ha aggiunto – “i player europei, in particolare, dimostrano di essere molto competitivi in mercati chiave e nel corso del 2015 hanno intenzione di espandersi sia nei paesi d’origine che oltre confine”. Questo studio trova riscontro anche in un’analisi condotta da Colliers International (vedi Aumento nel volume degli investimenti in area EMEA previsto per il 2015) secondo la quale i tre quarti degli investitori presenti nell’area avrebbero intenzione di aumentare gli investimenti immobiliari nel 2015.
Sono principalmente alcune delle grandi città europee ad attirare gli investitori, prima fra tutte Londra. Anche il mercato italiano comunque è oggetto di interesse, a partire da Roma, ma anche Milano e Venezia.

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Come di consueto mi congedo con una frase:

“Many of life’s failures are people who did not realize how close they were to success when they gave up.” Thomas A. Edison

“Molti fallimenti nella vita sono di persone che non si rendono conto di quanto fossero vicine al successo quando hanno rinunciato.”

Buon Lavoro

2015 Giugno Aggiornamento Tassi

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Mercato immobiliare (marzo 2015)

Care Colleghe, Cari Colleghi

“Nel quarto trimestre del 2014 la quota di agenti che hanno riportato un calo dei prezzi rimane predominante. Il pessimismo degli operatori sulle prospettive a breve termine del proprio mercato si è attenuato, a fronte di giudizi meno sfavorevoli sulle tendenze dei prezzi e della domanda. In un orizzonte di medio termine (due anni), il quadro è più positivo, con attese di miglioramento delle prospettive del mercato nazionale in deciso rialzo a fronte di un ridimensionamento dell’incidenza di quelle di peggioramento; il risultato è diffuso in tutte le ripartizioni geografiche.” questo in sintesi quanto riportato dalla Banca d’Italia nell’ultimo Sondaggio congiunturale sul mercato delle abitazioni in Italia che non aggiunge particolari novità rispetto a quanto già ampiamente previsto dal nostro Ufficio Studi nel CasaTrend e nell’Editoriale dell’Osservatorio Immobiliare; ma nel quale, come ottimo spunto di riflessione, è presente la seguente tabella:

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Sempre dalla stessa fonte di via Nazionale, nell’Indagine sulle aspettative di inflazione e crescita, si conferma uno scenario sempre più scevro da spinte inflazionistiche:

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Dopo sette anni in rosso, il mercato immobiliare italiano torna a crescere nell’ultimo trimestre del 2014, seppur con un moderato rialzo dell’1,8%; un segnale positivo, fa notare la nota trimestrale dell’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle entrate, consolidato dall’ultimo trimestre dell’anno appena trascorso, durante il quale le transazioni sono cresciute del 5,5% rispetto allo stesso periodo del 2013, facendo chiudere l’anno con un totale di 920.849 unità compravendute, contro le 904.960 del 2013:

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Sul fronte dei prezzi, i dati contenuti nell’osservatorio del mercato immobiliare rivelano che nel secondo semestre 2014 i prezzi sono calati dello 0,8%; una lieve flessione che, secondo il direttore dell’osservatorio Gianni Guerrieri, contraddistinguerà il 2015.

Per cogliere al meglio il risveglio del mercato siate attenti osservatori come Steve Jobs (1955-2011) suggeriva:

“Creativity is just connecting things. When you ask creative people how they did something, they feel a little guilty because they didn’t really do it, they just saw something.”

“La creatività è solo saper connettere le cose. Quando si chiede alle persone creative come hanno fatto qualcosa, si sentono un po’ in colpa, perché in realtà non lo fanno, hanno solo visto qualcosa.”

2015 Marzo Aggiornamento Tassi

Buon Lavoro

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